Racconto McKinley 2013

 

A volte le cose più belle nascono quasi un po inaspettatamente..e così è successo per il Denali.

L’organizzazione è stata studiata a lungo, ma all’inizio quando con Francesco ci siamo detti “quest’anno extraeuropea”, il Denali non era proprio nei nostri piani…

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Tutto è iniziato con un giro di mail che comprendeva tante persone..ma per un motivo o per l’altro, beh, siam rimasti in tre: Francesco, Andrea ed io…

..e la meta? Tempo a disposizione, periodo e allenamento hanno deciso per noi…Alaska! McKinley! Che spettacolooo :)

Dopo mesi di organizzazione, una marea di mail tra di noi e con l’america, acquisti di materiale, allenamento, pianificazione e tanto altro..finalmente si parte!

Aereo da Linate alle 6…orario comodo! e già da qui abbiamo un notevole carico di valigie…

Dopo un paio di voli e svariati fusi orari, a Seattle finalmente il gruppo si riunisce e tutti insieme prendiamo l’ultimo volo verso la terra che gli americani chiamano “The Last Frontier” :)

Alaska! siamo sul territorio da mesi atteso e sognato!!

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I primi due giorni li passiamo nella periferia di Anchorage dove oltre al nostro B&B si trovano anche i negozi che dobbiamo visitare per gli ultimi acquisti…i nostri bagagli che già ci sembravano tanti, aumentano notevolmente di peso e volume….

Anche se la periferia di Anchorage non è particolarmente bella, girando per questi negozi ci accorgiamo già di quanto gli spazi siano enormemente più vasti che dalle nostre parti, e spesso ci ritroviamo a percorrere miglia su miglia carichi di pacchi…

Terzo giorno, si va a Talkeetna!

Abbiamo appuntamento con Tom alle 10 dal nostro B&B: arriva con un van e presto siamo in viaggio verso nord! :) l’ambiente è meraviglioso, si alternano fittissimi boschi a distese enormi senza un cespuglio…la strada verso il nord è una sola ed è contornata da foreste sterminate.. ad un certo punto Tom dice “Denali”..eccoloooooo!! che spettacolo! siamo ancora abbastanza distanti ma già da qui la sua mole è incredibile…pensare che le prossime settimane le passeremo sui suoi fianchi a cercare di scalarlo, un pochino intimorisce…è davvero altissimo rispetto al circondario!

Talkeetna..un paesino meraviglioso, uno di quei posti che se ti chiedessero: “vuoi vivere qui?” senza pensarci su la prima risposta sarebbe “si”..delimitato da tre lati da una foresta e una sconfinata pianura verso nord-est che termina con l’Alaska range dominata da Foraker, Denali e Hunter..che spettacolo!

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Il breefing con i ranger del Denali per sbrigare le ultime formalità e diventare ufficialmente dei climber! Un ranger ci spiega per bene la via di salita, ci dice alcuni fatti legati all’alta quota e al freddo, agli eventuali problemi, all’equipaggiamento necessario e idoneo e tante altre informazioni; fino ad ora, non per spavalderia o chissà cosa, non avevo ancora per bene riflettuto su questa montagna, sulla sua difficoltà e sui grossi pericoli derivanti dal freddo e dal meteo..il breefing col ranger mi ha fatto tornare coi piedi per terra e concentrare al meglio per questa grossa avventura in cui stiamo per immergerci..ed è giusto che ciò sia accaduto.

La mattina della partenza è arrivata, e se qualche giorno fa eravamo felici di toccare suolo Alaskiano, ora siamo esageratamente emozionati di volare verso le pendici del Denali!

Da qui ha inizio la vera spedizione, incomincia la Zena-Denali Express.. due settimane sulle pendici del Denali per cercare di scalarlo.. giorni e giorni in mezzo a neve e ghiaccio, incontrando altri avventurieri anche loro con lo stesso obiettivo..

In questo periodo abbiamo  avuto meteo quasi sempre dalla nostra ma non per questo la fatica non è stata tanta.. Abbiamo sempre fatto le cose per bene, e forse anche per questo i nostri sforzi sono stati ripagati con la buona riuscita della spedizione…

Gli ambienti in cui abbiamo viaggiato sono stati più che superbi..incantevoli, incredibili..a volte hanno anche un po spaventato per la severità e le storie che possono narrare..

La fatica è stata tanta in molte situazioni, spesso salire un tratto e sapere che il giorno dopo lo si sarebbe dovuto salire con un carico maggiore non ha aiutato molto i pensieri..a volte invece pensieri belli e forti hanno permesso di affrontare al meglio le sfide che ogni giorno ci si sono proposte: dal freddo pungente, alla fatica..

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I panorami che già dal campo di atterraggio si son presentati per quello che sono, cioè spettacolari..beh, con l’aumentare della quota non hanno fatto che diventare ancora più di rara bellezza.. ghiacciai lunghissimi senza inizio ne fine…pareti incredibilmente alte, spesso di monti la cui vetta è stata calcata solo poche volte dalla notte dei tempi..laghi di nuvole da cui solo poche vette riuscivano a emergere..tramonti dai mille colori..sconfinate pianure che anche loro hanno una fine solo sulla cartina..

..e tutto ciò spesso accompagnato da un silenzio irreale che sa regalare serenità e pace, un silenzio che solo la natura, senza disturbare, poteva accompagnare con il soffio del vento..anche se non era certo un vento rumoroso e fastidioso, ma anzi parte della natura che ci ha circondato per quei 13 giorni sulle pendici del Denali..

Solo l’interminabile giorno di vetta ha qualche volta indotto in noi il pensiero che non saremo riusciti a raggiungere la tanto sperata vetta…un giorno davvero lungo, il più lungo di tutti e di certo il più faticoso..ma anche in questo caso pensieri felici e incoraggiamenti reciproci hanno contribuito ad arrivare lassù, sul tetto del nord America..

..ricorderò sempre il momento in cui siamo arrivati.. con Francesco che come sempre apriva il cammino..sulla cresta terminale ero concentrato a respirare correttamente, a fare attenzione al percorso, a mantenere la corda alla tensione giusta..e ad un certo punto… “Siiiiiiiiiii” “Alèè ragaaaaaaa alèèèèèèèèèèèèè”..era Fra, in un momento in cui non me lo aspettavo che era appena giunto in vetta e la sua gioia mi ha fatto guardare verso di lui ed esser felice anche se a me mancavano ancora una trentina di metri…e quei 30 metri me li sono mangiati..e tutti insieme abbiamo festeggiato quel fantastico momento..là…lassù.. soli ma tutti e tre insieme.. che meraviglia!!

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E dopo questa giornata impegnativa e festosa, velocemente la spedizione Zena-Denali è andata verso la sua conclusione..in due giorni di discesa con tutto il materiale siamo tornati al campo di atterraggio, che in questa occasione è stato di decollo!

Ma l’Alaska ha ancora avuto modo di raccontare molto nei giorni successivi..siamo rimasti ancora tutti insieme per qualche giorno per poi dividerci e continuare l’esplorazione di quelle terre in maniera solitaria..

E come già pensavo, queste terre si sono rivelate incredibilmente affascinanti e adatte a colui che cerca la natura incontaminata..

L’Alaska non è fatta per il viaggiatore che cerca musei o storia, città belle da visitare o ricche di attrazioni, locali o grandi avvenimenti…qui si viaggia in mezzo alla natura spesso incontaminata, spazi sconfinati, animali nel loro ambiente, gente che vive in piccole comunità spesso chiuse nei confronti dello straniero..

Nel mio peregrinare da nord a sud ho visto molti ambienti diversi tra loro, ma tutto questo fa parte dell’Alaska.

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La lunghissima vallata del parco del Denali..ricco di animali allo stato selvaggio..da Grizzly a Caribù passando per Alci, Dall Sheep e piccoli roditori..e gli ambienti in cui questi animali si muovono, da fiumi esagerati a colline brulle, da montagne rocciose a foreste impenetrabili… l’unico modo per capire la bellezza di un posto del genere è viverlo di persona…

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E poi il mare artico completamente ghiacciato è un forte spettacolo, ho dovuto pensare più volte che quello fosse mare, fatto della stessa acqua che compone il nostro mar mediterraneo, quello che vedo tutti i giorni davanti a casa..vederlo ricoperto di quasi un metro di ghiaccio non è cosa a cui avevo pensato molto prima di imbattermici..cavoli che impressione!

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E le lingue di ghiaccio azzurrissimo che scendono fin giù nel mare e con un grande frastuono spesso si tuffano in mare, regalando nuove isolette alle foche..e poi leoni marini, una famigliola di balene…aquile, puffin e due simpatiche lontre di mare con le loro giravolte…ambienti da Jurassic Park, cascate altissime.. sterminate colonie di gabbiani, cormorani…

Si è vero, nonostante abbia detto tanto della natura e di quanto essa sia preponderante in questa nazione, ma posso dire che non siano presenti anche belle cittadine: Talkeetna e Seeward sono posti incantevoli..e volendo dirla tutta sono anche abbastanza turistici con molti negozietti e pub..e sicuramente molti altri posti che non ho visitato sono ospitali, incantevoli e  “a misura di turista”..

..ma non è questo che secondo me è l’Alaska..non è questo che si deve ricercare là, in quella “terra selvaggia”..

…anzi, forse è già un errore quello di ricercare qualcosa..la cosa che andrebbe fatta è andare là a lasciarsi trasportare dalla natura, dai posti, dalla wilderness….

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  2 Responses to “Racconto McKinley 2013”

  1. Bravo!!! (bravi)… bel racconto e bell’avventura!
    Essendoci stato e conoscendo quei posti “l’invidia” è ancora più alta!!!

    Ci torniamo?

    • :) già già sarebbe da tornarci! ci sono un sacco di posti ancora da esplorare e molti altri che meriterebbero un approfondimento! (magari anche dal punto di vista fotografico) ;)

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